Drax1
8p7 comments posted · 0 followers · following 0
16 years ago @ WOLFSTEP - Logica logica logica.... · 1 reply · +1 points
16 years ago @ WOLFSTEP - Pieta' per gli id... · 0 replies · +1 points
Non voglio sembrarti "sottile" nel ragionamento per spirito di vittoria in un discorso ma io ho "descritto" il "perche'" i samurai appoggiarono ed ebbero interesse nel Rinzai.
Tu mi stai dicendo: "beh e' stato utile per essere vincenti in guerra lo zen? No! perche' l'Occidente li ha fottuti alla fine".
E hai ragione.
Per come la vedo io l'utilita' pero' era nel non avere paura dello scontro fisico e su questo io non so se lo Zen sia stato utile a loro o meno; l'obiettivo era non aver paura.
Gli aspetti tecnici sono altra cosa.
Quando ho scritto che se uno dovesse fare risse con spade tutti i giorni troverebbe utile "qualcosa" contro la paura, volevo dire che e' comprensibile l'andare a cercare una via per superare i timori della propria mente e loro videro questo nello Zen Rinzai e la sua paradossalita'.
Non do nessun giudizio nel merito, ti ho descritto la situazione per come la vedo io.
Inoltre esistono in nuce un mucchio di cose "simili" nel nostro modernissimo mondo Occidentale fatto di missili e armi autamatiche.
Nei reparti del'elite e in quelli speciali e forse non solo.
Nei para' si urla ossessivamente "folgore!" prima di saltare giu' dall'aereo e in tutte le situazioni che sono oggettivamente pericolose e hanno una certa meccanicità.
Nel S.Marco mi hanno detto (non so se sia vero, forse tu ne saprai di piu') di una cosa che fanno quando suona un allarme di intervento rapido e i militari devono indossare la tenuta tattica ed eseguire una serie di azioni piu' o meno prestabilite a livello tattico compresa quella di armarsi e salire sui veicoli: urlano costantemente S. marco per tutta la durata delle azioni che non richiedano , dico io, eccessiva partecipazione razionale ma sono frutto di addestramento meccanico.
Io molto piu' terra terra intendevo questo tipo di cose.
Per quanto mi riguarda rientra in questo stesso genere di cose il cantare marciando dei soldati per non sentire la fatica del corpo.
Sono espedienti.
16 years ago @ WOLFSTEP - Pieta' per gli id... · 2 replies · +1 points
A quel punto io sbotto e ti dico: sai credo proprio che sulla tua apparentemente libera scelta tra le varie opzioni alimentari giochi un ruolo fondamentale il tuo passato di italiano cresciuto a lasagne, ravioli, salumi, nutella, arrosti e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Perche' non ti piace il sushi?
Perche' forse hai un termine di paragone alimentare che determina le tue scelte dietetiche e che proviene dal contesto di relazioni sociali nel quale sei cresciuto e nel quale non hai potuto operare delle scelte?
Ovviamente cio' non implica che tu non possa aggiungere tuoi nuovi gusti personali e fuori contesto, tuttavia sullo sfondo resta una sorta di imprinting alimentare di partenza.
Se tu fossi cresciuto in Giappone o chissa', in alcune zone della Cina o fra gli aborigeni australiani, probabilmente nemmeno ti saresti accorto di avere dei "problemi" di alimentazione in quella situazione.
E' interessante notare che addirittura un senso fisiologico come il gusto possa essere "deformato" dal filtro culturale e sociale.
Ritengo che anche molte scelte possibili non siano necessariamente totale liberta' di scelta.
Una "libera" scelta dell'individuo puo' trovare le sue ragioni in una imposizione culturale nemmeno avvertita come tale; eppure scegli e giudichi tu.
Voglio fare notare che:
A:Hai scelto tu cosa mangiare e cosa non mangiare tra una varieta' di opzioni.
B: A parte probabili differenze da individuo a individuo, la reazione fisiologica ai sapori e' la medesima in tutti gli appartenenti alla specie homo sapiens sapiens; non si capisce perche', avendo tu pressoche' lo stesso senso del gusto degli aborigeni australiani, nello stesso contesto rispondi in modo diverso ad una gamma di alimenti.
C: La tua libera scelta alimentare non e' poi cosi' libera perche' dipende da un condizionamento "sociale" passato che ha effetti sul PRESENTE e sulle TUE scelte.
Detto questo, ovviamente mangiare lucertole o vermi grossi quanto un pollice potrebbe essere una nostra scelta e.......beh....buon appetito. :-)
Il problema e' che un individuo ha inizio e vive nella migliore delle ipotesi 120 anni per poi dissolversi, mentre la "massa di enti che corrispondono alla definizione di individuo" vive millenni.
16 years ago @ WOLFSTEP - Pieta' per gli id... · 3 replies · +1 points
----
L'obiettivo dello Zen non e' di insegnare che la fisica sia solo un prodotto della mente.
Lo Zen e' una didattica il cui fine e' quello di portare chi lo desidera ad un presunto stato di coscienza diverso da quello ordinario: l'illuminazione.
Lo Zen non predica nulla sulla realtà oggettiva e in questo si pone esattamente sul filone piu' in generale del buddhismo che sul mondo non asserisce alcunche', e cio' che dice spesso va visto come azione di non disturbo rispetto alla pratica meditativa.
Tutto cio' che asserisce qualcosa sul mondo all'interno di qualsiasi dottrina di ispirazione buddhista e' esterno al buddhismo, spesso proveniente dal sostrato culturale precedente.
Lo Zen poi ha subito molto l'influenza del taoismo.
I paradossi per altro appartengono soprattutto alla didattica Rinzai Zen e non ad un'altra scuola nota come Soto Zen che invece insiste semplicemnte sull'uso della meditazione.
La fortuna del Rinzai e' stata dovuta principalmente alla casta dei militari.
Loro videro in esso la possibilità di una filosofia non-filosofia che li proteggesse dalla paura che le loro menti provavano andando allo scontro fisico sul campo di battaglia.
Era vitale estremizzare tutto per loro.
Erano un po' dei futuristi fascistoidi alla maniera dei primi arditi.
Tutto per darsi coraggio e poi chissa', riuscire anche ad illuminarsi.
Il pensiero razionale e' utile nella pianificazione militare non durante lo scontro fisico.
Se tu vivessi in un mondo dove dovresti fare risse con coltelli lunghi un metro un giorno si' e un giorno no, oltre a leggere Clausevitz troveresti utile una didattica che ti dicesse che la tua mente sotto sotto e' fallace in tutte le sue produzioni cognitive ivi compresa la paura e l'angoscia.
Questo spiega la commistione tra Zen e arti marziali.
Lo Zen in generale poi non e' mai stata una religione di massa in Giappone, anzi.
Benche' i monasteri accettassero pressoche' chiunque, rimaneva una setta minoritaria.
Lo Zen e' divenuto popolare e di massa nel Giappone stesso soltanto durante il novecento grazie alla strumentalizzazione che di esso fece il regime militarista durante gli anni '30.
La massa di giapponesi e' sempre appartenuta o ad una visione Shinto o ad un'infinita' di sette buddhiste che sono divenute maggioritarie e poi minoritarie attraverso i secoli.
Lo Zen e' stato riscoperto proprio nel '900 in Giappone.
C'e' chi sostiene che addirittura di fatto davvero buddhista il Giappone non sia mai stato.
L'arretratezza culturale Giapponese di sicuro non dipendeva dal fatto che esistesse lo Zen come l'arretratezza dell'Europa medievale di certo non derivava dal fatto che esistessero i Templari o i cavalieri medievali fossero devoti di S.Giorgio.
16 years ago @ WOLFSTEP - Pieta' per gli id... · 1 reply · +1 points
Se non esistesse questo fenomeno sarebbe impossibile qualsiasi cultura nel senso di società o civiltà.
Ad ogni generazione ci sarebbe una tabula rasa di tutto cio' che c'era prima; non saremmo mai scesi da un albero o usciti da una grotta.
E' come giocare ad un videogioco e non salvare mai i progressi fatti.
Dopo la cultura che a grandi linee e' collettiva, arriva l'intelligenza che e' invece individuale, sebbene il suo sviluppo sia determinato da molti imput culturali.
In tal modo un individuo o una somma di individui sovvertono l'ordine culturale precedente oppure lo fanno progredire in un senso piuttosto che in un altro.
L'individuo pero' non e' mai "solo" nelle sue scelte, c'e' l'ambiente, il contesto, lo sfondo.
Se Marx fosse vissuto oggi con il suo identico bagaglio culturale e la sua intelligenza personale prima di ideare la sua visione del mondo, probabilmente ne avrebbe scritta una completamente diversa o forse lavorerebbe in un McDonald :-)
Per me ogni azione individuale (o quasi) nasce per risolvere un problema che si ha sotto gli occhi.
Se non c'e' il problema o non lo si avverte come tale, non viene ideata nessuna soluzione.
16 years ago @ WOLFSTEP - Pieta' per gli id... · 1 reply · +1 points
i riferimenti che hai fatto alla serigrafia del pioneer come prodotto culturale settantottino mi hanno dato l'idea che il discorso fosse piu' generale e abbracciasse l'intera cultura Occidentale.
16 years ago @ WOLFSTEP - Pieta' per gli id... · 1 reply · +1 points
E' indubbio che il '68 tra molte cose abbia anche prodotto una considerevole parte delle degenerazioni sociali e culturali che ancora oggi notiamo un po' ovunque.
A mio avviso pero' si tende troppo facilmente ad attribuirgli il ruolo di "causa" di molti "effetti" che vediamo oggi in giro per il mondo.
Voglio dire: quante nazioni NON hanno avuto il '68?
In quante di queste si possono notare fenomeni simili di decadimento culturale?
Non sono domande retoriche, mi chiedo davvero cosa derivi dal '68 e cosa no.
Ad esempio la Spagna, il Portogallo o molte società latino-americane che io sappia non hanno avuto il '68. ( o si' ?)
Non mi sembrano società molto diverse da tutte quelle che invece lo hanno vissuto ma magari mi sbaglio.
Inoltre ogni nazione e società ha vissuto in modo diverso e ha "assorbito" altrettanto diversamente la "controcultura" sessantottina.
Forse esistono altre cause oltre al '68.