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15 years ago @ canoscenza - La morte della Pizia · 0 replies · +1 points

Stuart, thank you very much for your comment. I try to do my best.
In these weeks you'll see on this blog new reviewes about two interesting books ("JR" of William Gaddis and the new novel of Umberto Eco) stay tuned.

16 years ago @ canoscenza - Gruppo di lettura dedi... · 0 replies · +1 points

eh eh hai ragione! Ho sbagliato a scrivere, volevo dire "di come abbia influito *su* Pynchon".... Gaddis è anteriore, il suo capolavoro "Le perizie" è del 1955 mentre il primo romanzo di Pynchon, V, è solo del 1963.
JR invece è del 1975 due anni dopo l'uscita de "L'Arcobaleno della Gravità", però io credo che Gaddis abbia influito su Pynchon e non viceversa.
Grazie per avermi fatto notare l'errore

16 years ago @ canoscenza - Gruppo di lettura dedi... · 0 replies · +1 points

Credo che in futuro potrei crearlo (se per allora nessuno ne avrà creato uno, altrimenti parteciperei a quello già attivo).
Sinceramente non conosco ancora Gaddis, ho comprato i suoi due capolavori per farmene un'idea. Leggendo le prime pagine di JR mi sono accorto di come abbia influito Pynchon.
Ora non riesco a leggerlo perché sono immerso in "Contro il giorno", nella scrittura della sinossi del libro che richiede un pochino di tempo e poi c'è il lavoro di traduzione del wiki di Against the day a cui sto partecipando con nero (http://against-the-day.pynchonwiki.com/wiki/index... che mi richiederà altro tempo e nel frattempo dovrei lavorare :-).
Su JR c'è anche un bel sito di riferimento http://www.williamgaddis.org/jr/index.shtml

E' strano che non esista un gruppo anobii associato a Gaddis! Qualche appassionato dell'autore dovrebbe crearlo.

16 years ago @ canoscenza - Rumore bianco · 0 replies · +1 points

Grazie della segnalazione. "Rumore bianco" è uno di quei libri che possono prestarsi a moltissime discussioni visto che tocca tantissimi temi attuali (e non) come il consumismo, la solitudine, l'alienazione, il rapporto con il progresso, la morte.

16 years ago @ canoscenza - Gruppo di lettura dedi... · 0 replies · +1 points

Credo che siano soldi ben spesi.
Nonostante alcune critiche verso "Against the day" da parte dei suoi detrattori, finora (sono a pagina 170) credo sia un ottimo libro. Ho l'impressione che spesso non si comprenda pienamente il senso profondo dello scrivere di Pynchon. Alla base del suo sarcasmo, della sua ironia nera ed amara, c'è una profonda critica al mondo moderno, al capitalismo, alla nuova schiavitù. E a quelli che dicono che Pynchon sia rimasto fortemente legato agli anni '60, io rispondo che certe tematiche sono più che mai attuali e più che mai si rende necessario lo sguardo erudito, dissacrante, provocatorio, umiliante di Pynchon che riesca a mettere a nudo le nostre colpe.
Poi dal punto di vista narrativo il romanzo risulta essere magistralmente scritto....questa ovviamente è solo un anteprima, mi ci vogliono ancora quasi 900 pagine (!!) per assaporare meglio il libro.

16 years ago @ Pynchon Reading Group - Contro il giorno - 1.3... · 0 replies · +1 points

"man mano che ci si allontanava da quella Metropoli di alabastro, si evidenziavano i segni dell'oscurità e selvatichezza culturale. Ai ragazzi sembrava di attraversare un mondo separato, senza lume, all'esterno di qualche soglia oscura, con una vita economica e abitudini e codici sociali propri [,,,]Come se la mezzaluce che dominava questa, forse neanche cartografata, periferia, non fosse semplice scarsità di lampioni, ma fornita deliberatamente nell'interesse della pietà, come velame necessario per le facce di qui, detentrici di un'urgenza forse troppo intensa per la piena luce del giorno e quegli innocenti turisti americani con le loro Kodak e i parasole che potessero casualmente capitare in quel luogo" (pag. 32)

Credo che questo passo sia stupendo. Ha dentro di sè tutto il problema delle periferie e del dramma di questi luoghi grigi.

16 years ago @ Pynchon Reading Group - Contro il giorno - 1.2... · 0 replies · +1 points

"Quando si abbassarono sugli Stockyards, i recinti del bestiame, il fetore e il tumulto della carne che apprende la propria mortalità li investì, quasi come la controparte oscura di una favola alla luce del giorno che loro, come appariva sempre più probabile, fossero volati lì per contribuire a diffondere. Da qualche parte laggiù cera la Città Bianca promessa dagli opuscoli dellEsposizione Colombiana, da qualche parte fra le alte ciminiere che vomitavano senza sosta fumo grasso e nero, gli effluvi perenni del mattatoio entro i quali per leghe sottovento gli edifici della città si ritraevano come bambini in un sonno senza requie dal giorno. Negli Stockyards, i lavoratori a fine turno, in grande maggioranza cattolici, capaci di allontanarsi per qualche prezioso secondo dalla terra e dal sangue, alzavano stupiti lo sguardo al dirigibile, immaginandosi un distaccamento di angeli non necessariamente rassicuranti." (pag.20)