“Renzi fa il suo mestiere di segretario del Pd, ma è chiaro che la sintesi non spetta a lui ma a Letta. E la sintesi sarà equilibrata”. È “preoccupazione” la parola chiave per capire l’effetto delle proposte di Matteo su legge elettorale e riforme. Perché Letta, così trapela da palazzo Chigi, considera l’asticella messa dal sindaco-segretario, nella sua newsletter, molto alta in vista della trattativa sul “patto di governo”. E il retropensiero del premier è che la tentazione di far saltare il tavolo puntando a un election day a maggio non sia del tutto sparita. Per questo, ora che la breve vacanza in Slovenia è finita, Letta ha intenzione di intensificare i contatti con Matteo. Per ora un incontro non è in agenda. Ma è sufficiente il telefono: “Entro la Befana – dice uno stretto collaboratore – la cornice del patto di governo deve essere chiara”.
Non è tanto il gioco tattico sulla legge elettorale ad impensierire il premier. Che vede nella mossa di Matteo di proporre tre possibili modelli – spagnolo, Mattarellum, doppio turno - un modo per gettare le reti e vedere che pesci abboccano senza impiccarsi da subito a uno schema. È sull’intero schema di gioco renziano la preoccupazione vera. Che rischia di trasformare il patto di governo in un negoziato estenuante. Perché, di fatto, ancora una volta Renzi ha slegato il destino della legge elettorale da quello delle riforme costituzionali lasciandosi, in tal modo, mani libere sul destino della legislatura. E, contemporaneamente, ha impostato in modo assai muscolare la trattativa sul patto di governo, sbattendo sul tavolo punti indigeribili per Alfano, come l’abrogazione della Bossi-Fini, difesa solo qualche giorno fa dal vicepremier in un’intervista a Repubblica, e le unioni civili. Né è suonata come tranquillizzante l’ipotesi di “sforare il tre per cento” in Europa: praticamente una bestemmia per chi, come Letta, ha fondato la sua credibilità europea sul rigore dei conti.
Ecco perché il premier non ha alcuna intenzione di recitare sul patto solo la parte del notaio che registra le altrui volontà: “La sintesi sarà equilibrata” ha ripetuto ai suoi, lasciando intendere che l’equilibrio non è certo la dote principale del sindaco-segretario. E non solo sarà, almeno nelle intenzioni di Letta, “equilibrata”. Ma avrà le sue impronte digitali. È palazzo Chigi il luogo della mediazione. È lì che Letta si prepara a condurre una verifica 2.0 su cui si è già messo a lavoro. Niente tavoloni affollati modello Unione, bandita la parola “vertice”. Le modalità di lavoro sono snelle, con schede tematiche degli sherpa, “conference call” coi leader della maggioranza e incontri operativi.
E' questa la manovra: "avvolgere” Renzi per depotenziarne la carica destabilizzante per il governo. Senza lasciargli la bandiera del cambiamento: “Il patto – spiega uno stretto collaboratore del premier - serve al governo. Non è che il problema del governo sia quello di vivacchiare mentre Renzi giganteggia. Letta non è una meteora”. E non solo il patto sarà messo nero su bianco. Ma saranno messi nero su bianco i tempi di attuazione dei singoli provvedimenti. Un “cronoprogramma dettagliato”. A quel punto, il 2015 è assicurato.
Le avances di Renzi mandano in tilt i grillini "Tutti zitti, nessuno gli deve rispondere" I grillini rispondono in ordine sparso alle parole del sindaco. E parte un sms "dall'alto" per silenziare i parlamentari: "Non cedere alle provocazioni, le risposte verranno date dai capogruppo M5S nelle sedi opportune". E scoppia la polemica
E se la sera dello spoglio dei voti delle Euopee si dovesse verificare un risultato del PD oltre il 35% e il M5S sotto quota 15% questi fenomeni avranno ancora la forza di sparare stupidate (sono gentile...) a ripetizione come fanno da troppo tempo?
dal M5S arriva l'ordine di scuderia: "Tutti zitti, non si replica a Renzi"
"ANCHE PERCHE' PRIMA DOBBIAMO ANDARE SU WIKIPEDIA PER VEDERE COME FUNZIONA IL SISTEMA SPAGNOLO E POI FARCELO SPIEGARE DA QUALCUNO E CHE TIPO DI GELATO E' IL MATTARELLUM"
"ANCHE PERCHE QUANDO APRIAMO BOCCA FACCIAMO DANNO E CI FACCIAMO RICONOSCERE PEGGIO DI QUELLI CHE C'ERANO PRIMA"
Fico su facebook. Che dire, sarebbero divertenti se non fossero grotteschi:
Renzi è l'operazione mediatica che serviva al Pd, lo "scintillio di luci" per illudere, ancora una volta, sull'inizio di una "nuova" stagione. È quello che serviva per far dimenticare il governo con Berlusconi, per dimostrare di volere uno pseudo rinnovamento, per contrastare il Movimento 5 Stelle.
Oggi il sindaco di Firenze riaccende le luci e fa l'ennesimo proclama per ritagliarsi titoli sui giornali: parla, twitta, medita patti, ma le sue proposte, reali e concrete, dove sono?
La verità è che lui e il suo partito ci temono. Guardando noi, vedono persone che si sono date alla politica con spirito di servizio e di sacrificio. Oneste. Libere, come loro non possono essere, intrappolati come sono in un sistema messo su negli anni che è utile solo per far arricchire gli amici e conservare poltrone e status quo.
Gli interessi dei partiti, la difesa del potere acquisito, e la paura di perderlo, hanno reso l'Italia un paese da cui i giovani scappano, un paese che occupa i gradini bassi delle classifiche internazionali sulla libertà di stampa, un paese vittima di disastri ambientali, di organizzazioni criminali che hanno ampliato potere e business, di una crisi che strozza le piccole e medie imprese.
Non permetteremo loro di continuare questo sfacelo, potete contarci. Prima agivano indisturbati. Ora in Parlamento ci sono cittadini liberi il cui unico interesse è migliorare le condizioni del Paese e non soddisfare gli appetiti delle lobby o fare carriera in politica o occupare spazio mediatico. Lavoriamo insieme sempre, dentro e fuori le Istituzioni, come una comunità che interagisce ogni giorno. Siamo come i nodi di una rete in continuo divenire che loro non sanno neanche immaginare.
Noi invece sì, la sappiamo immaginare e creare. Ed è per questo che vinceremo.
Renzi sta cercando di rimediare alla maldestra uscita di due settimane fa. con il senno del poi è stato un autogol. è un berluschino nella cura dell'immagine e nel carisma, ma come intelligenza e scaltrezza non vale minimamente l'originale (e nemmeno Letta). deve stare attento perchè ora ha la vittoria in tasca ma se il governo resiste fino al 2015 lui ne esce con le ossa rotta.
Questo DDL è molto importante per il futuro prossimo dei Comuni, all'interno sono state approvate modifiche alla composizione dei Consigli e delle Giunte Comunali. Argomenti molto importanti per gli accordi politici, anche se queste modifiche interessano solo i Comuni fino a 10.000 abitanti.
Fino a poche settimane fa il Movimento 5 Stelle isolano scontava una netta divisione tra due gruppi, oggi le fazioni sono raddoppiate. E mancano poco più di dieci giorni alla scadenza dei termini per la presentazione del nome del candidato-governatore e delle liste. La partecipazione alle Regionali è a rischio.
Ma andiamo con ordine. A partire dalle prime due fazioni. Quelle di cui già si conosceva l’esistenza. C’è il cosiddetto ‘Gruppo di Tramatza’, che tra gli altri annovera esponenti quali Roberto De Santis, Dafni Ruscetta, Alessandro Polese. E la deputataEmanuela Corda, seppur in via ufficiosa. C’è poi il ‘Gruppo di Olbia’, composto dagli oltre quattrocento militanti che a ottobre, sulla scorta di una dettagliata road map, avevano lanciato le primarie e il successivo percorso delle ‘graticole’, salvo fare un passo indietro dopo la scomunica dello stesso Grillo, il 16 novembre scorso. In via ufficiosa, lo ‘sponsor parlamentare’ del gruppo di Olbia sarebbe la senatrice Manuela Serra. Fin qui i due gruppi ‘consolidati’.
Da ambienti beninformati, oggi si viene a sapere che a chiedere la benedizione di Beppe Grillo sarebbero almento altre due compagini. Una nascerebbe da una mini-scissione avvenuta nell’ambito della frangia cagliaritana. L’altra, invece, il ‘Gruppo dei giovani’, sarebbe guidata da Luca Piras e godrebbe dell’appoggio ufficioso del senatore Roberto Cotti.
Il primo effetto di tale frammentazione è chiaro: la concreta possibilità di mancare l’appuntamento elettorale. L’unica sicuracvia d’uscita è rappresentata dall‘intervento diretto di Beppe Grillo. Che potrebbe agire secondo questa scaletta: chiedere – o meglio imporre – ai gruppi di riunirsi, discutere e infine indicare una rosa di almeno 60 candidati consiglieri, mentre il nome del governatore in quota 5 Stelle verrebbe suggerito dallo stesso Grillo. Senza questo sforzo, il Movimento potrebbe anche dire addio alle Regionali del 16 febbraio.
E se anche si dovesse raggiungere un accordo, i 5 Stelle dovrebbero fare i conti con la raccolta firme, imposta a tutti i soggetti che non sono rappresentati in consiglio regionale. Sulla carta il Movimento non dovrebbe avere difficoltà, visto il boom alle Politiche 2013 con il 29,6% di preferenze, ma le molteplici spaccature di certo non aiutano.
Da qui l’idea del sardista Gianni Pia (leggi), componente del consiglio nazionale del Psd’Az, che “a titolo personale e da semplice militante” ha ipotizzato una soluzione “pratica, semplice e veloce”: “Un consigliere regionale sardista, con dichiarazione formale, aderisce al Movimento 5 Stelle (con una adesione tecnica), determinando automaticamente la possibilità di poter lavorare da subito alle sue liste circoscrizionali, anziché perdere tempo a cercare le firme dei sottoscrittori, stimate tra le 4.500 e le 8.000 circa”. Questo, secondo Pia, perché la nuova legge elettorale è carente sotto molti punti di vista e “i sardisti sono generosi e leali. È tempo di politica”, scrive l’esponente del Psd’Az.
Al momento, in via ufficiale, non risulta alcuna presa di posizione in merito da parte del M5
"...omissis...Ci aspettiamo che il Job Act che verrà presentato a gennaio chiarisca che, dopo il periodo di prova, questa tutela spetterà anche ai neo assunti. Altrimenti si costruirebbe un mercato del lavoro parallelo esclusivamente destinato ai giovani. Una “riserva” con meno diritti che renderebbe strutturale la divisione tra “garantiti” e non. Quella stessa che, a parole, tutti vorrebbero combattere, a partire dal segretario del PD. Quando diciamo articolo 18 intendiamo garantire la tutela nei confronti di tutti i licenziamenti, discriminatori e non. Se si difendesse soltanto il licenziamento discriminatorio si commetterebbe come minimo una ingenuità. Chi vuole licenziare un lavoratore senza giusta causa, invocherà sempre un motivo economico, anche inesistente, aggirando in questo modo una eventuale motivazione discriminatoria che qualsiasi giudice annullerebbe istantaneamente." http://www.cesaredamiano.org/2014/01/01/lavoro-ar...
Arriva notizia che per il nome del candidato Governatore della Sardegna ci si è resi conto che, purtroppo, Amedeo Nazzari non è più disponibile.... Il pd sardo pare stia contattando Napo Orso Capo........
Prima scrivono su FB che Renzi è telecomandato e subito dopo ricevono un sms con scritto: Tacete! Parleranno solo i capigruppo dopo che gli avremo programmato il microchip...
Sms a parlamentari M5S: su Renzi tacete Sms dal vertice del M5S a tutti i parlamentari del Movimento: "Nessuno replichi all'intervento di Matteo Renzi" sulla legge elettorale. L'input è arrivato, spiegano fonti interne, per non dare seguito alle parole del sindaco di Firenze: "Dobbiamo confrontarci sui contenuti in Parlamento non sulle pagliacciate", riferiscono le stesse fonti. Qualche deputato e senatore ha però già commentato l'intervista del segretario Pd al Fatto Quotidiano. Altri hanno criticato la decisione, interpretata come una censura.
Super il nostro Segretario ... i grilluti schiumano di rabbia .. ma al centro di tutto c'è sempre lui Matteo Renzi ... nuovo epicentro politico italiano ...
(ASCA) - Roma, 2 gen 2014 - Sul mercato dell'auto in Italia torna il segno positivo. La Motorizzazione ha immatricolato a dicembre 88.705 autovetture, con una variazione di +1,40% rispetto a dicembre 2012, durante il quale ne furono immatricolate 87.480 (nel mese di novembre 2013 sono state invece immatricolate 102.594 autovetture, con una variazione di -4,17% rispetto a novembre 2012, durante il quale ne furono immatricolate 107.058). Lo rende noto il ministero dei Trasporti e Infrastrutture, aggiungendo che nell'intero anno sono state immatrocolate 1.303.534 autovetture, con una variazione di -7,09% rispetto al periodo gennaio-dicembre 2012, durante il quale ne furono immatricolate 1.403.010. Sempre a dicembre, sono stati registrati 346.970 trasferimenti di proprieta' di auto usate, con una variazione di +6,91% rispetto a dicembre 2012, durante il quale ne furono registrati 324.531 (nel mese di novembre 2013 sono stati invece registrati 347.437 trasferimenti di proprieta' di auto usate, con una variazione di -7,13% rispetto a novembre 2012, durante il quale ne furono registrati 374.122). Nell'intero 2013, sono stati registrati 4.141.295 trasferimenti di proprieta' di auto usate, con una variazione di +0,39% rispetto a gennaio-dicembre 2012, durante il quale ne furono registrati 4.125.266. Nel mese di dicembre il volume globale delle vendite (435.675 autovetture) ha dunque interessato per il 20,36% auto nuove e per il 76,64% auto usate. Sempre nel 2013 la quota di mercato di Fiat Group Automobiles in Italia si e' attestata al 28,67%, in calo rispetto al 29,58% del 2012. A dicembre invece la quota del Lingotto e' scesa al 27,97% dal 29,12% di un anno fa. A novembre la quota di mercato del gruppo Fiat era al 27,19%. ''Si chiude un anno di grandi difficolta' nel quale non si sono riusciti a definire interventi significativi di rilancio del settore come la riduzione della pressione fiscale su famiglie ed imprese e sul recupero dell'occupazione, in particolare quella giovanile''. Questo il commento di Massimo Nordio, Presidente dell'Unrae, l'Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia. ''Riteniamo che nel 2014, pur con un lieve miglioramento di alcuni indicatori economici ma in assenza di interventi incisivi avremo un'inversione di tendenza puramente tecnica e non una vera ripresa, che esprimera' una crescita limitata attorno al 2,4% su base annua e 1.335.000 immatricolazioni''. Secondo il Centro studi Promotor, la crescita delle immatricolazioni e' di buon auspicio per il 2014. ''Il segnale positivo arrivato in dicembre era atteso gia' da diversi mesi ed e' di buon auspicio per il 2014''. int
Questo è il terzo dato positivo della giornata, dopo l'indice manifatturiero e il calo dello spread a 203
FI, Berlusconi nomina 7 coordinatori Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha nominato i coordinatori regionali del partito. Sono sette: Gelmini in Lombardia, Biasotti in Liguria, Parisi in Toscana, Lattanzi in Valle d'Aosta, Sandra Savino in Friuli-Venezia Giulia, Fazzone nel Lazio e Marin in Veneto. "Il loro primo compito -precisa la nota di FI -sarà la costituzione, in accordo con il presidente, di un Comitato di presidenza regionale" di cui faranno parte altri tre membri. Ulteriori incarichi saranno definiti nei prossimi giorni.
Il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli che, ha scritto su Twitter: «Tra le proposte di Renzi sulla legge elettorale sorprende quella spagnola che mette in crisi l’alleanza con Ncd. Letta ogni giorno a rischio». Un commento al quale Renzi ha risposto, sempre sul social network: «E perché mai direttore? Noi siamo disponibili a una delle tre. Facciamo interesse degli italiani, non del Pd o degli alleati».
Alfano: legge voto modello sindaci Alfano è pronto a discutere con Renzi sulla riforma elettorale e rilancia come modello la legge per eleggere i sindaci. "Siamo coerenti con quanto detto: noi siamo pronti al lavoro sulla legge elettorale sul modello dei sindaci", dice il leader del Nuovo centrodestra (Ncd). "L'impianto di quella legge è chiaro e ha funzionato. Non c'è bisogno di molte altre parole.Se si vuole si può. Noi la legge elettorale la vogliamo cambiare e subito", sostiene.
ROMA - "A proposito di legge elettorale, colgo con positività il metodo proposto dal segretario del Pd Matteo Renzi sia rispetto alla possibilità di incontri e consultazioni bilaterali, sia rispetto al fatto che abbia messo sul tavolo diverse ipotesi, tra le quali c'è certamente una soluzione ragionevole, utile a garantire governabilità piena, un limpido bipolarismo e chiarezza di scelta per gli elettori". E' il primo commento di Silvio Berlusconi dopo l'accelerazione di Renzi sulla riforma elettorale e l'invito rivolto dal segretario del Pd ai vertici degli altri partiti. "Colgo l'occasione, su un altro piano, per anticipare che, rispetto alle scadenze elettorali che già sono in agenda (e cioè le elezioni europee, e una consistente tornata amministrativa), la nostra posizione è chiara: serve un election day per garantire una alta partecipazione e un notevole risparmio di spese per lo Stato", aggiunge. Tra le altre reazioni alle parole di Renzi, arriva il plauso di Scelta Civica che si dice pronta a discutere di tali proposte. A intervenire su Twitter, poi, è Paolo Becchi, docente di Filosofia del diritto, considerato da molti l'ideologo di riferimento del Movimento 5 Stelle: "Renzi - scrive - si metta il cuore in pace non ci sarà alcuna riforma del bicameralismo perfetto con l'aiuto del M5S. Cominci a restituire il maltolto". Ma è anche dall'interno del Pd che si levano le prime frenate. Il deputato Dario Ginefra avverte: bene l'attivismo del segretario, ma non può decidere da solo: "La proposta del Pd - dice - sia oggetto di condivisione anche con i gruppi dirigenti territoriali che per questo dovrebbero essere invitati alla direzione nazionale insieme a un'ampia delegazione dei gruppi parlamentari. Molte delle proposte di Renzi sono condivisibili, ma nessuna di queste sia assunta in solitudine per poi essere semplicemente ratificata".
Beh mi pare che per le regionali sarde .. Sel tutto sto' torto evidentemente non l'ha aveva se e' finita cosi'. Comunque credo che il csx possa vincere e che Sel possa andare verso un buon risultato(si parte dal 3,7% di febbraio e credo che un buon 4,5%,considerando il mare di liste che ci saranno in piu' rispetto alle politche sarebbe davvero un buon risultato) Cosi' come in campo nazionale qualcosa di muove ... bene molto bene.
Quindi B vuole l'election day tra amministrative ed Europee (si può?), Monti collaborerà, l'ideologo M5S ha già detto che loro non parteciperanno a nessuna riforma (ma dai?!?) e poi c'è il solito splendido del PD che deve farsi notare.
Il primo modello elettorale proposto da Renzi è P-E-R-F-E-T-T-O per rendere l'Italia una Repubblica finalmente governabile. Non si capisce solo se la ripartizione sarà nazionale o circoscrizionale (cosa che avviene in Spagna, da cui Renzi prende spunto).
ah forse e' passato troppo sotto traccia ... ma il bilancio della sanita' pugliese nel 2013 e' in attivo. Grandissimo risultato dopo la grande lotta(vinta)per non chiudere ma rilanciare la Natuzzi, Bridgestone, Om e Miroglio.
http://www.repubblica.it/politica/2014/01/02/news... Giustamente Renzi cerca di fare subito la legge elettorale senza più dare alibi...non ci piace il dobbio turno..non ci piace il mattarellum... ..A questo punto non so più a quale ispanico facciano riferimento..se si tratta del vassallum mi sembra una buona mediazione..
Renzi forza di nuovo la mano a Grillo. Se lo fa per farlo collaborare e` una perdita di tempo, mentre se lo fa per mettere a nudo la sua zero collaborazione va bene.
Il modello spagnolo proposto da Renzi è buono, ma la differenza è che in Spagna le province (che sono anche circoscrizioni elettorali) sono 50, noi ne abbiamo 118. E dando a ciascuna 4-5 parlamentari, si da un peso molto maggiore alle province piccole.
Quindi avremmo 4 deputati per OG, e 5 per RM? Mi pare strano...
Ad un passo dalla crisi. La maggioranza di centrodestra si assottiglia in una notte e in aula il bilancio 2014 passa per un solo voto. Trentuno presenti su sessantuno con la fuga di ben sette consiglieri di Forza Italia e di altri tre consiglieri eletti nella coalizione mentre tutto il centrosinistra, dopo aver partecipato al dibattito, è uscito per "dissenso politico", in realtà per arrivare alla conta della residua maggioranza.
Il centrodestra si assottiglia e il presidente Stefano Caldoro, determinante nel voto assieme ad altri tre assessori-consiglieri, non nasconde la delusione. Per la sua giunta si apre una nuova pagina: "Io sono per la politica alta, quella giocata sul tavolo e non sotto. È evidente che l'anno e mezzo che resta alla fine della legislatura è di fatto campagna elettorale e, di conseguenza, il tasso di politica dovrà salire. La sfida è aperta, ma tutto deve avvenire sopra il tavolo mentre la tendenza è fare giochi di potere". Ci sarà un rimpasto? "Non vado in maniera schematica a cambiare le persone - spiega Caldoro - ma nulla è escluso. Tutti si devono assumere responsabilità politiche in questa fase, anche chi ha lavorato in senso più tecnico".
Passa il bilancio per un voto e resta tutto il malumore dell'assessore ai trasporti Sergio Vetrella, che lamenta da giorni la mancanza di 51 milioni per il contratto di servizio con Trenitalia. Protesta che l'assessore al bilancio Gaetano Giancane rispedisce al mittente: "Vetrella avrà 691 milioni per i trasporti. Li utilizzi bene. Dopo almeno 15 anni abbiamo approvato il primo documento stabile della Regione dove le entrate non sono costituite da un effimero avanzo di amministrazione. Un bilancio da 24.7 miliardi da cui bisogna sottrarre 11.5 miliardi per partite di giro. Con la quota per la sanità di 10 miliardi, ne restano tre per le attività istituzionali. Dal 2009 al 2012, inoltre, siamo passati da un passivo annuale di un miliardo ad un avanzo di 122 milioni".
"Un ottimo lavoro" per il presidente di commissione Massimo Grimaldi. "Un bilancio che darà crescita e sviluppo" assicura Paolo Romano del Nuovo centrodestra, presidente del consiglio regionale. Conti in ordine, ma la Regione sfiora la crisi e il centrosinistra, quasi incredulo, riprende fiato dopo tre anni e mezzo in apnea. Il centrodestra sottolinea che non c'è aumento di tasse ma Raffaele Topo, capogruppo del Pd, ribatte che "restano a carico dei cittadini campani le addizionali Irpef e Irap per un totale di oltre 190 milioni di euro". Per Anita Sala del Centro democratico "è un bilancio che non dà risposte ai bisogni". Per Corrado Gabriele dei socialisti europei "un bilancio che ignora i lavoratori e le famiglie". "Un voto - scrive su twitter l'eurodeputato pd Andrea Cozzolino - che certifica la crisi in Regione".
A nome dei cittadini italiani, esigo di sapere dove sono finiti i 41 eurocent di profitto che il comitato Civati ha intascato dalle primarie!!! http://www.civati.it/rendiconto/
PALERMO - La partita a scacchi tutta interna alla maggioranza è appena iniziata. E vivrà, in questa seconda tranche di festività, una fase molto delicata. Dopo il ceffone rimediato dal governo sulle Province, con il voto dell'Ars che rischia di far naufragare la riforma e portare ad elezioni per quegli enti che sembravano destinati alla chiusura, il braccio di ferro tra Crocetta e i suoi alleati riprenderà sul più spinoso dei terreni, quello della Finanziaria. Un tradizionale campo minato in cui i più incontrollabili appetiti e i più particolari interessi mettono a dura prova la tenuta di ogni maggioranza e la pazienza di ogni governo. La buona notizia è che i tempi di approvazione di bilancio e manovra sembrano destinati a essere brevi. E che dopo le mediazioni in commissione, al netto di un paio di norme che hanno fatto infuriare il governatore, un'intesa di massima sembrerebbe esserci. Ma lo scoglio dei documenti finanziari, una volta superato, non assicurerà comunque una navigazione tranquilla al governo. C'è sempre dietro l'angolo lo spauracchio del commissario dello Stato e soprattutto il rischio di una figuraccia clamorosa se dovesse andare in fumo la riforma delle province, strombazzata con clamore mediatico come cosa fatta quando ancora la strada era tutta in salita. Sotto la cenere arde ancora la brace dei tanti, troppi conti in sospeso all'interno della maggioranza. Gennaio dovrà necessariamente essere il mese del redde rationem. Crocetta a parole tenta di allontanare l'appuntamento, complicatissimo, col rimpasto. Ma il presidente non potrà rinviare all'infinito questo passaggio, che ufficializzerà suo malgrado un certo tasso di inadeguatezza della sua giunta, e che dovrà piegare la sua innata tendenza a muoversi da solista e fuori dagli schemi alle esigenze politiche di un rapporto con la sua maggioranza. È proprio il rimpasto - e con esso i nuovi equilibri interni alla maggioranza - la vera, principale partita che si giocherà nelle prossime ore. Una partita complessa, in cui si scontrano esigenze tra loro difficilmente conciliabili. Basta pensare che proprio nel giorno del capitombolo all'Ars sulle Province, erano circolate per tutta la mattinata voci di un minirimpasto imminente, con due assessori (due donne, entrambe vicine al governatore) che venivano date già con la valigia pronta per far posto a esponenti dei movimenti più vicini a Crocetta. Articolo 4 e Drs si aspettano un posto al sole. Il loro sostegno a Crocetta, ora che il solco coi grillini è ormai un fossato incolmabile, si fa sempre più prezioso ed è tempo di passare all'incasso. Dal canto suo, anche il Pd ha l'esigenza di piazzare in giunta qualche peso massimo, dando il benservito a qualcuno dei suoi rappresentanti in giunta, anche per preparare meglio alleanze e dinamiche del congresso regionale che si celebrerà entro marzo. E c'è poi l'Udc, che teme di uscire ridimensionata dal rimpasto e che spinge per frenare le aspirazioni di Articolo 4 e Drs, auspicando piuttosto un allargamento della maggioranza agli alfaniani sul modello del governo Letta. Allargamento, ha detto Gianpiero D'Alia a Livesicilia, da cercare alla luce del sole e non sottobanco. Una precisazione che lascerebbe sospettare che sottobanco qualcuno si sia mosso già eccome. C'è anche questo nella partita di inizio anno che a Crocetta conviene chiudere in tempi stretti per non rosolare a fuoco lento.
Sul discorso macchine: per la scelta era determinante il motore a metano "integrale" e con potenza sotto i 55 kw, ovvero adatto alle limitazioni per i neopatentati. A questo punto, la scelta cadeva su poche macchine, principalmente erano confrontabili la 500L e la panda FIAT e la UP e la polo della VW, più non mi ricordo quali di altre case. Differenza prezzi incredibile a fronte di prestazioni superiori per le VW, alla fine ho optato per la UP.
La cosa paradossale è che la FIAT, che in un certo senso fa auto di fascia bassa (il brand sportivo/ di qualità è lasciato all'alfa), si faccia battere sia sulla qualità che sul prezzo dalla VW
La lettera che Renzi ha inviato ai segretari/presidenti/ecc... degli altri partiti/movimenti
Gentilissimi,
nei giorni scorsi quasi tre milioni di italiani mi hanno affidato l'incarico di guidare il Partito Democratico attraverso le primarie. Si tratta di una responsabilità molto bella che cercherò di adempiere con il massimo della dedizione, del coraggio, della fantasia. Non credo di esagerare quando dico che il voto delle primarie è un messaggio per tutta la classe dirigente, non solo per noi. Il 2013 che si è appena chiuso è stato un anno terribile per la politica. Il passaggio elettorale non ha prodotto un vincitore certo, la coalizione di maggioranza si è assottigliata prima di procedere a riforme significative, forte è il clima di disgusto dei cittadini nei confronti dei loro rappresentanti. Le primarie hanno impegnato il mio partito, il PD, primo partito nel voto del 2013 e in termini di rappresentanza parlamentare a prendere l'iniziativa, in modo rapido e chiaro. E credo giusto farlo senza tattiche e secondi fini. Da noi i cittadini oggi esigono rapidità di decisione e chiarezza delle posizioni. Oggi, primo giorno lavorativo del 2014, dobbiamo dimostrare di aver chiaro che non possiamo perdere neanche un secondo.
Il mio Partito chiede alle forze politiche che siedono in Parlamento, a tutte e ciascuna, di uscire dalla tattica e provare a chiudere un accordo serio, istituzionale, su tre punti.
1) Una legge elettorale che sia maggioritaria, che garantisca la stabilità e l'alternanza, che eviti il rischio di nuove larghe intese.
2) Una riforma del bicameralismo con la trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie Locali e la cancellazione di ogni indennità per i senatori che non vengono più eletti ma diventano tali sulla base dei loro ruoli nei Comuni e nelle Regioni.
3) Una riforma del titolo V che semplifichi il quadro costituzionale e istituzionale, che restituisca allo Stato alcune competenze oggi in mano alle Regioni (per esempio l'energia) e che riduca il numero e le indennità dei consiglieri regionali al livello di quello che guadagna il sindaco della città capoluogo.
Per essere ancora più stringenti e rispettare la tempistica che ci viene dal Regolamento della Camera, dove la Commissione Affari Costituzionali sta esaminando la legge elettorale, il PD fa un ulteriore passo in avanti. Pur consapevoli del ruolo di partito di maggioranza relativa, rinunciamo a formulare la nostra proposta ma offriamo diversi modelli alle forze politiche che siedono insieme a noi in Parlamento, convinti come siamo che ciascuna di queste tre proposte rispecchi il mandato assegnatoci dagli elettori delle primarie. Pur essendo il primo partito non imponiamo le nostre idee, ma siamo pronti a chiudere su un modello tra quelli qui sommariamente esposti.
I. Riforma sul modello della legge elettorale spagnola. Divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi). Ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati. Soglia di sbarramento al 5%
II. Riforma sul modello della legge Mattarella rivisitata. 475 collegi uninominali e assegnazione del 25% dei collegi restanti attraverso l'attribuzione di un premio di maggioranza del 15% e di un diritto di tribuna pari al 10% del totale dei collegi
III. Riforma sul modello del doppio turno di coalizione dei sindaci. Chi vince prende il 60% dei seggi e i restanti sono divisi proporzionalmente tra i perdenti. Possibile sia un sistema con liste corte bloccate, con preferenze, o con collegi. Soglia di sbarramento al 5%
Il PD è pronto a recepire suggerimenti, stimoli, critiche su ciascuna di queste tre proposte. Ma chiediamo certezza dei tempi e trasparenza nel percorso: la politica non può più fare passi falsi. Nella prossima settimana sarà nostra cura chiedere appuntamenti bilaterali a chi di voi sarà disponibile a incontrarsi. L'obiettivo sarà capire in modo semplice e trasparente se esiste la possibilità di chiudere rapidamente un accordo istituzionale. Non servono molti giri di parole: volendo, in qualche ora si chiude tutto. Volendo, però. E il PD dimostra di volerlo nel momento in cui non si attesta su una sola posizione secca, prendere o lasciare, che sarebbe irrispettosa delle altre forze politiche, ma apre a più possibilità chiedendo solo di non perdere neanche un minuto.
Vi auguro un 2014 migliore del 2013. Per voi, per le vostre famiglie, certo. Ma anche per il nostro Paese. Nel rispetto dei diversi ruoli, abbiamo una straordinaria responsabilità: un accordo alla luce del sole, il più rapido e vasto possibile, sulla legge elettorale sarebbe un segnale semplice ma chiaro che iniziamo l'anno nel migliore dei modi. Perché prima dei destini personali e dei rispettivi partiti, viene l'Italia e vengono gli Italiani. Il PD è pronto ad accettare la sfida.
Roma, 2 gen. (LaPresse) - Cala sotto il 4% il rendimento del Btp a 10 anni sul mercato secondario, con lo spread con il Bund sceso fino a 203,55 punti base. Il decennale del Tesoro italiano ha toccato un rendimento minimo intraday del 3,99%. E' la prima volta che il Btp scende sotto il 4% dal maggio scorso. Lo spread spagnolo è in discesa a 206 punti base.
"Questa squadra di governo rappresenta un Pd archiviato". La formazione deve essere rivista subito "per rendere la presenza del Pd coerente con il risultato congressuale". A cominciare da lui, Stefano Fassina, viceministro dell'Economia, uno degli uomini simbolo del Pd sconfitto alle primarie. "Sono il primo a mettere il mio incarico a disposizione del premier e del segretario".
In un'intervista a L'Unità, Fassina auspica una costruzione rapida dell'agenda Pd, per poi favorire quel "cambio di passo che viene richiesto al governo". Il viceministro sottolinea l'importanza di uscire da un "gioco" improduttivo tra Pd e governo. "Una cosa deve essere chiara: non si può andare avanti con questo gioco in cui dalla segretaria Pd si fanno delle caricature distruttive dell'azione del governo, mentre autorevoli ministri si arrampicano sugli specchi con interpretazioni minimali di questi attacchi, che paiono imbarazzanti e persino poco dignitose. È un giochino insostenibile".
Secondo Fassina, "per dare forza di cambiamento al governo credo che sia non solo legittimo ma anche utile che, una volta definita l'agenda, si proceda anche a una revisione della squadra di governo al fine di rendere la presenza del Pd coerente con il risultato del Congresso. Oggi - ammette il viceministro - la squadra di governo è espressione di un Pd archiviato". A cominciare da lui: "Io sono il primo a mettere il mio incarico a disposizione di premier e segretario".
Fassina approfitta per chiedere ufficialmente a Renzi e Cuperlo, presidente del partito, di fare una riunione della direzione prima della presentazione di proposte importanti come lavoro e riforma della legge elettorale. "Ho letto di una road map della segretaria che prevede prima la presentazione della proposta sulla legge elettorale e delle nuove norme sul lavoro e su altri temi rilevanti e una settimana dopo la riunione della direzione. Se è vero - aggiunge Fassina - chiedo ufficialmente al segretario e al presidente Cuperlo di invertire i tempi: prima si riunisca la direzione per discutere dell'agenda, dal lavoro alla legge elettorale ai diritti civili, e del rapporto tra partito e governo. Il segretario ascolti. Poi ci sia la presentazione pubblica della posizione del Pd".
Giorno due dell'anno, il segretario del Pd Matteo Renzi parte alla carica con i Cinque Stelle. In un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, Renzi propone al MoVimento un patto "per cambiare la storia italiana": trasformare subito il Senato in una Camera degli enti locali per risparmiare un miliardo di euro". "La madre di tutte le battaglie - dice il segretario Pd - è la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie locali. Basterebbe un sì dei senatori Cinque Stelle e cambieremmo la storia italiana. Ma loro nicchiano, chissà perché".
In questo modo, Renzi manda un messaggio molto chiaro ai parlamentari grillini: se si vuole davvero cambiare le cose, gli accordi in politica servono. "Grillo da solo non può fare niente, perché mancano i numeri. Non è colpa sua, è la politica. Alcune battaglie - anche sacrosante - del M5S possono essere portate a termine solo se i cittadini pentastellati fanno accordi. Limitati, circoscritti, in streaming, dal notaio, in piazza, al bar, come vogliono: ma accordi. Da soli si fa testimonianza, non si cambia l'Italia".
Secondo il sindaco di Firenze, "per i parlamentari Cinque Stelle il 2014 sarà l'anno chiave, quello in cui devono decidere se cambiare forma mentis: ci sono quelli che credono alle scie chimiche e ai microchip nel cervello, e questi fanno ridere, ma sta anche nascendo un gruppo dirigente molto interessante [...]". È a quest'ultimo che Renzi si rivolge. "Molti di loro - dice - stanno imparando il mestiere. Su alcuni temi hanno fatto cose giuste, sul Milleproroghe, sugli affitti d'oro alla Camera. Ma le loro posizioni sono passate solo perché qualcuno nel Pd ha deciso che bisognava andare in quella direzione; in altri casi l'iniziativa è stata nostra, come per bloccare l'emendamento sulle slot machine". Sono tutte dimostrazioni - aggiunge - del fatto che non si può fare a meno di "accordi seri, trasparenti e alla luce del sole".
Al premier Enrico Letta Renzi dice che "sforare il 3% del deficit si può, eccome". "Si tratta di un vincolo anacronistico che risale a 20 anni fa. Non è l'Europa che ci ha cacciato in questa crisi, ma la mancanza di visione". Quanto alla web tax, il segretario ribadisce la sua posizione: "Tutti devono pagare le tasse, ma le modalità con cui questa battaglia è stata impostata da qualche nostro parlamentare sono un errore".
Infine, il Job Act, il piano di Renzi per il lavoro, la cui presentazione è attesa a giorni. "Non si tratta di un trattato giuslavoristico -precisa - ma di un documento con alcune cose concrete da fare subito e altre più di prospettiva". Un'impostazione che gli ha fatto già guadagnare il sostegno di Maurizio Landini, segretario generale Fiom. Con lui - spiega Renzi - "condividiamo un concetto semplice: chi ci ha portato fino qui, con polemiche ideologiche e scarsi risultati, non è adatto a portarci fuori da qui".
Milano, 2 gen. (LaPresse) - L'indice Pmi manifatturiero italiano sale con decisione a dicembre. Il dato diffuso da Markit segna un progresso a 53,3 punti dai 51,4 del mese precedente. Il dato si colloca ben oltre le attese che erano ferme a 51,8 punti. Uno dei fattori che ha contribuito all'aumento dell'indice principale è stato l'incremento più veloce dei nuovi ordini. L'aumento di dicembre, il sesto consecutivo, è stato il maggiore da aprile 2011, e in parte ha rispecchiato un altro forte aumento delle esportazioni, in crescita ad un tasso che è rimasto invariato rispetto a quello più alto in 32 mesi di novembre.
L'indagine di dicembre ha mostrato il secondo mese consecutivo di aumento del livello occupazionale nel settore manifatturiero italiano. Il tasso di creazione occupazionale ha aumentato la sua corsa rispetto a novembre, e nonostante sia stato modesto rispetto alla crescita della produzione e dei nuovi ordini, è risultato il più veloce da maggio 2011.
La Direzione regionale del Pd torna a riunirsi sabato 4 (probabilmente dalle 16) per scegliere il candidato governatore, dopo il passo indietro di Francesca Barracciu. Intanto proseguono i vertici informali che stanno impegnando l’intera dirigenza del partito e non si fermano nemmeno i contatti con le forze alleate del centrosinistra, sebbene tocchi al Pd indicare il nome.
Dall’appuntamento di sabato (ma inizialmente l’incontro era stato fissato per giovedì 2 gennaio) dovrebbe venire fuori il candidato definitivo, visto che il tempo stringe. Questi i nomi dei ‘papabili’ circolati finora: Tore Cherchi, Gianmario Demuro, Alessandra Giudici, Carlo Mannoni, Arturo Parisi, Francesco Pigliaru, Attilio Mastino, Angela Quaquero e Franco Siddi.
Nel frattempo sono convocate la Direzione provinciali: la prima che si riunisce è quella di Cagliari che si ritrova domani alle 18. Per tutti l’ordine del giorno è identico: criteri e regolamento per la formazione delle liste.
Qui non può più essere un caso... Siccome anche un imbecille capirebbe che, dopo tutta l'attenzione mediatica che questa vicenda si è attirata addosso, sarebbe impossibile far passare sotto silenzio una manovrina per lasciare tutto come prima, allora c'è da pensare che si voglia COSCIENTEMENTE sputtanare il nuovo pd di Renzi, inevitabilmente bersaglio principale di ogni polemica. È perfettamente inutile girarci attorno, bisogna approvare la clausola che suggerisce Rizzo e revocare IMMEDIATAMENTE i contratti con Scarpellini, ogni ora che passa è uno schiaffo ulteriore alla credibilità del pd.... E che qualcuno paghi per queste indecenti manovre.
Enrico C 138p · 586 settimane fa
McJulio 146p · 586 settimane fa
Non è tanto il gioco tattico sulla legge elettorale ad impensierire il premier. Che vede nella mossa di Matteo di proporre tre possibili modelli – spagnolo, Mattarellum, doppio turno - un modo per gettare le reti e vedere che pesci abboccano senza impiccarsi da subito a uno schema. È sull’intero schema di gioco renziano la preoccupazione vera. Che rischia di trasformare il patto di governo in un negoziato estenuante. Perché, di fatto, ancora una volta Renzi ha slegato il destino della legge elettorale da quello delle riforme costituzionali lasciandosi, in tal modo, mani libere sul destino della legislatura. E, contemporaneamente, ha impostato in modo assai muscolare la trattativa sul patto di governo, sbattendo sul tavolo punti indigeribili per Alfano, come l’abrogazione della Bossi-Fini, difesa solo qualche giorno fa dal vicepremier in un’intervista a Repubblica, e le unioni civili. Né è suonata come tranquillizzante l’ipotesi di “sforare il tre per cento” in Europa: praticamente una bestemmia per chi, come Letta, ha fondato la sua credibilità europea sul rigore dei conti.
Ecco perché il premier non ha alcuna intenzione di recitare sul patto solo la parte del notaio che registra le altrui volontà: “La sintesi sarà equilibrata” ha ripetuto ai suoi, lasciando intendere che l’equilibrio non è certo la dote principale del sindaco-segretario. E non solo sarà, almeno nelle intenzioni di Letta, “equilibrata”. Ma avrà le sue impronte digitali. È palazzo Chigi il luogo della mediazione. È lì che Letta si prepara a condurre una verifica 2.0 su cui si è già messo a lavoro. Niente tavoloni affollati modello Unione, bandita la parola “vertice”. Le modalità di lavoro sono snelle, con schede tematiche degli sherpa, “conference call” coi leader della maggioranza e incontri operativi.
E' questa la manovra: "avvolgere” Renzi per depotenziarne la carica destabilizzante per il governo. Senza lasciargli la bandiera del cambiamento: “Il patto – spiega uno stretto collaboratore del premier - serve al governo. Non è che il problema del governo sia quello di vivacchiare mentre Renzi giganteggia. Letta non è una meteora”. E non solo il patto sarà messo nero su bianco. Ma saranno messi nero su bianco i tempi di attuazione dei singoli provvedimenti. Un “cronoprogramma dettagliato”. A quel punto, il 2015 è assicurato.
Pirata Romano 145p · 586 settimane fa
Le avances di Renzi mandano in tilt i grillini
"Tutti zitti, nessuno gli deve rispondere"
I grillini rispondono in ordine sparso alle parole del sindaco. E parte un sms "dall'alto" per silenziare i parlamentari: "Non cedere alle provocazioni, le risposte verranno date dai capogruppo M5S nelle sedi opportune". E scoppia la polemica
pdpv 114p · 586 settimane fa
Pirata Romano 145p · 586 settimane fa
McMARINOforever 146p · 586 settimane fa
rinocasciolp 125p · 586 settimane fa
"ANCHE PERCHE' PRIMA DOBBIAMO ANDARE SU WIKIPEDIA PER VEDERE COME FUNZIONA IL SISTEMA SPAGNOLO E POI FARCELO SPIEGARE DA QUALCUNO E CHE TIPO DI GELATO E' IL MATTARELLUM"
"ANCHE PERCHE QUANDO APRIAMO BOCCA FACCIAMO DANNO E CI FACCIAMO RICONOSCERE PEGGIO DI QUELLI CHE C'ERANO PRIMA"
andreacicciomessere 109p · 586 settimane fa
Renzi è l'operazione mediatica che serviva al Pd, lo "scintillio di luci" per illudere, ancora una volta, sull'inizio di una "nuova" stagione. È quello che serviva per far dimenticare il governo con Berlusconi, per dimostrare di volere uno pseudo rinnovamento, per contrastare il Movimento 5 Stelle.
Oggi il sindaco di Firenze riaccende le luci e fa l'ennesimo proclama per ritagliarsi titoli sui giornali: parla, twitta, medita patti, ma le sue proposte, reali e concrete, dove sono?
La verità è che lui e il suo partito ci temono. Guardando noi, vedono persone che si sono date alla politica con spirito di servizio e di sacrificio. Oneste. Libere, come loro non possono essere, intrappolati come sono in un sistema messo su negli anni che è utile solo per far arricchire gli amici e conservare poltrone e status quo.
Gli interessi dei partiti, la difesa del potere acquisito, e la paura di perderlo, hanno reso l'Italia un paese da cui i giovani scappano, un paese che occupa i gradini bassi delle classifiche internazionali sulla libertà di stampa, un paese vittima di disastri ambientali, di organizzazioni criminali che hanno ampliato potere e business, di una crisi che strozza le piccole e medie imprese.
Non permetteremo loro di continuare questo sfacelo, potete contarci. Prima agivano indisturbati. Ora in Parlamento ci sono cittadini liberi il cui unico interesse è migliorare le condizioni del Paese e non soddisfare gli appetiti delle lobby o fare carriera in politica o occupare spazio mediatico. Lavoriamo insieme sempre, dentro e fuori le Istituzioni, come una comunità che interagisce ogni giorno. Siamo come i nodi di una rete in continuo divenire che loro non sanno neanche immaginare.
Noi invece sì, la sappiamo immaginare e creare. Ed è per questo che vinceremo.
Fabio 130p · 586 settimane fa
ormai è evidente a tutti: m5s serve solo a far casino e renzi sta mettendo spalle al muro peppe e silvio
il_Cecchino 100p · 586 settimane fa
Pirata Romano 145p · 586 settimane fa
Per fortuna oggi Matteo Renzi ha asfaltato le feste!
pdpv 114p · 586 settimane fa
Questo DDL è molto importante per il futuro prossimo dei Comuni, all'interno sono state approvate modifiche alla composizione dei Consigli e delle Giunte Comunali. Argomenti molto importanti per gli accordi politici, anche se queste modifiche interessano solo i Comuni fino a 10.000 abitanti.
Pirata Romano 145p · 586 settimane fa
5S spaccato in quattro, Regionali a rischio
Articolo pubblicato il 2 gennaio 2014
Fino a poche settimane fa il Movimento 5 Stelle isolano scontava una netta divisione tra due gruppi, oggi le fazioni sono raddoppiate. E mancano poco più di dieci giorni alla scadenza dei termini per la presentazione del nome del candidato-governatore e delle liste. La partecipazione alle Regionali è a rischio.
Ma andiamo con ordine. A partire dalle prime due fazioni. Quelle di cui già si conosceva l’esistenza. C’è il cosiddetto ‘Gruppo di Tramatza’, che tra gli altri annovera esponenti quali Roberto De Santis, Dafni Ruscetta, Alessandro Polese. E la deputataEmanuela Corda, seppur in via ufficiosa. C’è poi il ‘Gruppo di Olbia’, composto dagli oltre quattrocento militanti che a ottobre, sulla scorta di una dettagliata road map, avevano lanciato le primarie e il successivo percorso delle ‘graticole’, salvo fare un passo indietro dopo la scomunica dello stesso Grillo, il 16 novembre scorso. In via ufficiosa, lo ‘sponsor parlamentare’ del gruppo di Olbia sarebbe la senatrice Manuela Serra. Fin qui i due gruppi ‘consolidati’.
Da ambienti beninformati, oggi si viene a sapere che a chiedere la benedizione di Beppe Grillo sarebbero almento altre due compagini. Una nascerebbe da una mini-scissione avvenuta nell’ambito della frangia cagliaritana. L’altra, invece, il ‘Gruppo dei giovani’, sarebbe guidata da Luca Piras e godrebbe dell’appoggio ufficioso del senatore Roberto Cotti.
Il primo effetto di tale frammentazione è chiaro: la concreta possibilità di mancare l’appuntamento elettorale. L’unica sicuracvia d’uscita è rappresentata dall‘intervento diretto di Beppe Grillo. Che potrebbe agire secondo questa scaletta: chiedere – o meglio imporre – ai gruppi di riunirsi, discutere e infine indicare una rosa di almeno 60 candidati consiglieri, mentre il nome del governatore in quota 5 Stelle verrebbe suggerito dallo stesso Grillo. Senza questo sforzo, il Movimento potrebbe anche dire addio alle Regionali del 16 febbraio.
E se anche si dovesse raggiungere un accordo, i 5 Stelle dovrebbero fare i conti con la raccolta firme, imposta a tutti i soggetti che non sono rappresentati in consiglio regionale. Sulla carta il Movimento non dovrebbe avere difficoltà, visto il boom alle Politiche 2013 con il 29,6% di preferenze, ma le molteplici spaccature di certo non aiutano.
Da qui l’idea del sardista Gianni Pia (leggi), componente del consiglio nazionale del Psd’Az, che “a titolo personale e da semplice militante” ha ipotizzato una soluzione “pratica, semplice e veloce”: “Un consigliere regionale sardista, con dichiarazione formale, aderisce al Movimento 5 Stelle (con una adesione tecnica), determinando automaticamente la possibilità di poter lavorare da subito alle sue liste circoscrizionali, anziché perdere tempo a cercare le firme dei sottoscrittori, stimate tra le 4.500 e le 8.000 circa”. Questo, secondo Pia, perché la nuova legge elettorale è carente sotto molti punti di vista e “i sardisti sono generosi e leali. È tempo di politica”, scrive l’esponente del Psd’Az.
Al momento, in via ufficiale, non risulta alcuna presa di posizione in merito da parte del M5
McFossil 139p · 586 settimane fa
__Elisa 133p · 586 settimane fa
deleted8303407 137p · 586 settimane fa
Il pd sardo pare stia contattando Napo Orso Capo........
Pirata Romano 145p · 586 settimane fa
Fabio 130p · 586 settimane fa
McFossil 139p · 586 settimane fa
companeros y muchachas de la izquierda italiotasssssssssss.
:)
Pirata Romano 145p · 586 settimane fa
Pirata Romano 145p · 586 settimane fa
Fabio 130p · 586 settimane fa
roba da pazzi
Sam 130p · 586 settimane fa
Sms dal vertice del M5S a tutti i parlamentari del Movimento: "Nessuno replichi all'intervento di Matteo Renzi" sulla legge elettorale.
L'input è arrivato, spiegano fonti interne, per non dare seguito alle parole del sindaco di Firenze: "Dobbiamo confrontarci sui contenuti in Parlamento non sulle pagliacciate", riferiscono le stesse fonti. Qualche deputato e senatore ha però già commentato l'intervista del segretario Pd al Fatto Quotidiano. Altri hanno criticato la decisione, interpretata come una censura.
Pirata Romano 145p · 586 settimane fa
bertwooster 142p · 586 settimane fa
Questo è il terzo dato positivo della giornata, dopo l'indice manifatturiero e il calo dello spread a 203
Sam 130p · 586 settimane fa
Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha nominato i coordinatori regionali del partito.
Sono sette: Gelmini in Lombardia, Biasotti in Liguria, Parisi in Toscana, Lattanzi in Valle d'Aosta, Sandra Savino in Friuli-Venezia Giulia, Fazzone nel Lazio e Marin in Veneto. "Il loro primo compito -precisa la nota di FI -sarà la costituzione, in accordo con il presidente, di un Comitato di presidenza regionale" di cui faranno parte altri tre membri. Ulteriori incarichi saranno definiti nei prossimi giorni.
Lotti_007_Tont 156p · 586 settimane fa
Sulcitano Renzosh 139p · 586 settimane fa
Matt 134p · 586 settimane fa
Matt 134p · 586 settimane fa
Lui conferma di essere stato contattato.
Sam 130p · 586 settimane fa
Alfano è pronto a discutere con Renzi sulla riforma elettorale e rilancia come modello la legge per eleggere i sindaci.
"Siamo coerenti con quanto detto: noi siamo pronti al lavoro sulla legge elettorale sul modello dei sindaci", dice il leader del Nuovo centrodestra (Ncd). "L'impianto di quella legge è chiaro e ha funzionato. Non c'è bisogno di molte altre parole.Se si vuole si può. Noi la legge elettorale la vogliamo cambiare e subito", sostiene.
McJulio 146p · 586 settimane fa
Matt 134p · 586 settimane fa
Comunque credo che il csx possa vincere e che Sel possa andare verso un buon risultato(si parte dal 3,7% di febbraio e credo che un buon 4,5%,considerando il mare di liste che ci saranno in piu' rispetto alle politche sarebbe davvero un buon risultato)
Cosi' come in campo nazionale qualcosa di muove ... bene molto bene.
andreacicciomessere 109p · 586 settimane fa
Quindi B vuole l'election day tra amministrative ed Europee (si può?), Monti collaborerà, l'ideologo M5S ha già detto che loro non parteciperanno a nessuna riforma (ma dai?!?) e poi c'è il solito splendido del PD che deve farsi notare.
salentano 109p · 586 settimane fa
pdpv 114p · 586 settimane fa
Mauro 148p · 586 settimane fa
McJulio 146p · 586 settimane fa
Matt 134p · 586 settimane fa
Grandissimo risultato dopo la grande lotta(vinta)per non chiudere ma rilanciare la Natuzzi, Bridgestone, Om e Miroglio.
LombardoMNRVLR 92p · 586 settimane fa
Matt 134p · 586 settimane fa
LombardoMNRVLR 92p · 586 settimane fa
Forse per SI e LI secondo seggio PD a scapito del terzo (PdL)
KriKadosh 132p · 586 settimane fa
Leggete, è molto importante!!
mcmalinoski 148p · 586 settimane fa
Giustamente Renzi cerca di fare subito la legge elettorale senza più dare alibi...non ci piace il dobbio turno..non ci piace il mattarellum...
..A questo punto non so più a quale ispanico facciano riferimento..se si tratta del vassallum mi sembra una buona mediazione..
LombardoMNRVLR 92p · 586 settimane fa
M5S: VS, CI, IS
Vallee d'Aoste: AO
PD-M5S: NU,OR, CB, AT, VC, BI, VB, GR, MS, AP, FM, RI, SP, MT, KR
PD-PdL: LO, BL, VV
M5S-PdL: OT, IM,
PD-LN: SO,
Lotti_007_Tont 156p · 586 settimane fa
LombardoMNRVLR 92p · 586 settimane fa
Il modello spagnolo proposto da Renzi è buono, ma la differenza è che in Spagna le province (che sono anche circoscrizioni elettorali) sono 50, noi ne abbiamo 118. E dando a ciascuna 4-5 parlamentari, si da un peso molto maggiore alle province piccole.
Quindi avremmo 4 deputati per OG, e 5 per RM? Mi pare strano...
Fabio 130p · 586 settimane fa
Squadra anti-graffiti al Comunale: cancellate anche le opere del Cua http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/01/02/n...
fabio vince ancora B)
Enrico C 138p · 586 settimane fa
McJulio 146p · 586 settimane fa
Il centrodestra si assottiglia e il presidente Stefano Caldoro, determinante nel voto assieme ad altri tre assessori-consiglieri, non nasconde la delusione. Per la sua giunta si apre una nuova pagina: "Io sono per la politica alta, quella giocata sul tavolo e non sotto. È evidente che l'anno e mezzo che resta alla fine della legislatura è di fatto campagna elettorale e, di conseguenza, il tasso di politica dovrà salire. La sfida è aperta, ma tutto deve avvenire sopra il tavolo mentre la tendenza è fare giochi di potere". Ci sarà un rimpasto? "Non vado in maniera schematica a cambiare le persone - spiega Caldoro - ma nulla è escluso. Tutti si devono assumere responsabilità politiche in questa fase, anche chi ha lavorato in senso più tecnico".
Passa il bilancio per un voto e resta tutto il malumore dell'assessore ai trasporti Sergio Vetrella, che lamenta da giorni la mancanza di 51 milioni per il contratto di servizio con Trenitalia. Protesta che l'assessore al bilancio Gaetano Giancane rispedisce al mittente: "Vetrella avrà 691 milioni per i trasporti. Li utilizzi bene. Dopo almeno 15 anni abbiamo approvato il primo documento stabile della Regione dove le entrate non sono costituite da un effimero avanzo di amministrazione. Un bilancio da 24.7 miliardi da cui bisogna sottrarre 11.5 miliardi per partite di giro. Con la quota per la sanità di 10 miliardi, ne restano tre per le attività istituzionali. Dal 2009 al 2012, inoltre, siamo passati da un passivo annuale di un miliardo ad un avanzo di 122 milioni".
"Un ottimo lavoro" per il presidente di commissione Massimo Grimaldi. "Un bilancio che darà crescita e sviluppo" assicura Paolo Romano del Nuovo centrodestra, presidente del consiglio regionale. Conti in ordine, ma la Regione sfiora la crisi e il centrosinistra, quasi incredulo, riprende fiato dopo tre anni e mezzo in apnea. Il centrodestra sottolinea che non c'è aumento di tasse ma Raffaele Topo, capogruppo del Pd, ribatte che "restano a carico dei cittadini campani le addizionali Irpef e Irap per un totale di oltre 190 milioni di euro". Per Anita Sala del Centro democratico "è un bilancio che non dà risposte ai bisogni". Per Corrado Gabriele dei socialisti europei "un bilancio che ignora i lavoratori e le famiglie". "Un voto - scrive su twitter l'eurodeputato pd Andrea Cozzolino - che certifica la crisi in Regione".
Fabio 130p · 586 settimane fa
spread sotto i 200p.ti e btp decennale sotto il 4% (3.99%) B)
LombardoMNRVLR 92p · 586 settimane fa
nunzioPugno 133p · 586 settimane fa
McJulio 146p · 586 settimane fa
Gabriele per Paolo 132p · 586 settimane fa
A questo punto, la scelta cadeva su poche macchine, principalmente erano confrontabili la 500L e la panda FIAT e la UP e la polo della VW, più non mi ricordo quali di altre case.
Differenza prezzi incredibile a fronte di prestazioni superiori per le VW, alla fine ho optato per la UP.
La cosa paradossale è che la FIAT, che in un certo senso fa auto di fascia bassa (il brand sportivo/ di qualità è lasciato all'alfa), si faccia battere sia sulla qualità che sul prezzo dalla VW
Matt 134p · 586 settimane fa
andreacicciomessere 109p · 586 settimane fa
Gentilissimi,
nei giorni scorsi quasi tre milioni di italiani mi hanno affidato l'incarico di guidare il Partito Democratico attraverso le primarie. Si tratta di una responsabilità molto bella che cercherò di adempiere con il massimo della dedizione, del coraggio, della fantasia.
Non credo di esagerare quando dico che il voto delle primarie è un messaggio per tutta la classe dirigente, non solo per noi. Il 2013 che si è appena chiuso è stato un anno terribile per la politica. Il passaggio elettorale non ha prodotto un vincitore certo, la coalizione di maggioranza si è assottigliata prima di procedere a riforme significative, forte è il clima di disgusto dei cittadini nei confronti dei loro rappresentanti.
Le primarie hanno impegnato il mio partito, il PD, primo partito nel voto del 2013 e in termini di rappresentanza parlamentare a prendere l'iniziativa, in modo rapido e chiaro. E credo giusto farlo senza tattiche e secondi fini. Da noi i cittadini oggi esigono rapidità di decisione e chiarezza delle posizioni. Oggi, primo giorno lavorativo del 2014, dobbiamo dimostrare di aver chiaro che non possiamo perdere neanche un secondo.
Il mio Partito chiede alle forze politiche che siedono in Parlamento, a tutte e ciascuna, di uscire dalla tattica e provare a chiudere un accordo serio, istituzionale, su tre punti.
1) Una legge elettorale che sia maggioritaria, che garantisca la stabilità e l'alternanza, che eviti il rischio di nuove larghe intese.
2) Una riforma del bicameralismo con la trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie Locali e la cancellazione di ogni indennità per i senatori che non vengono più eletti ma diventano tali sulla base dei loro ruoli nei Comuni e nelle Regioni.
3) Una riforma del titolo V che semplifichi il quadro costituzionale e istituzionale, che restituisca allo Stato alcune competenze oggi in mano alle Regioni (per esempio l'energia) e che riduca il numero e le indennità dei consiglieri regionali al livello di quello che guadagna il sindaco della città capoluogo.
Per essere ancora più stringenti e rispettare la tempistica che ci viene dal Regolamento della Camera, dove la Commissione Affari Costituzionali sta esaminando la legge elettorale, il PD fa un ulteriore passo in avanti. Pur consapevoli del ruolo di partito di maggioranza relativa, rinunciamo a formulare la nostra proposta ma offriamo diversi modelli alle forze politiche che siedono insieme a noi in Parlamento, convinti come siamo che ciascuna di queste tre proposte rispecchi il mandato assegnatoci dagli elettori delle primarie. Pur essendo il primo partito non imponiamo le nostre idee, ma siamo pronti a chiudere su un modello tra quelli qui sommariamente esposti.
I. Riforma sul modello della legge elettorale spagnola. Divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi). Ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati. Soglia di sbarramento al 5%
II. Riforma sul modello della legge Mattarella rivisitata. 475 collegi uninominali e assegnazione del 25% dei collegi restanti attraverso l'attribuzione di un premio di maggioranza del 15% e di un diritto di tribuna pari al 10% del totale dei collegi
III. Riforma sul modello del doppio turno di coalizione dei sindaci. Chi vince prende il 60% dei seggi e i restanti sono divisi proporzionalmente tra i perdenti. Possibile sia un sistema con liste corte bloccate, con preferenze, o con collegi. Soglia di sbarramento al 5%
Il PD è pronto a recepire suggerimenti, stimoli, critiche su ciascuna di queste tre proposte. Ma chiediamo certezza dei tempi e trasparenza nel percorso: la politica non può più fare passi falsi. Nella prossima settimana sarà nostra cura chiedere appuntamenti bilaterali a chi di voi sarà disponibile a incontrarsi. L'obiettivo sarà capire in modo semplice e trasparente se esiste la possibilità di chiudere rapidamente un accordo istituzionale. Non servono molti giri di parole: volendo, in qualche ora si chiude tutto. Volendo, però. E il PD dimostra di volerlo nel momento in cui non si attesta su una sola posizione secca, prendere o lasciare, che sarebbe irrispettosa delle altre forze politiche, ma apre a più possibilità chiedendo solo di non perdere neanche un minuto.
Vi auguro un 2014 migliore del 2013. Per voi, per le vostre famiglie, certo. Ma anche per il nostro Paese. Nel rispetto dei diversi ruoli, abbiamo una straordinaria responsabilità: un accordo alla luce del sole, il più rapido e vasto possibile, sulla legge elettorale sarebbe un segnale semplice ma chiaro che iniziamo l'anno nel migliore dei modi. Perché prima dei destini personali e dei rispettivi partiti, viene l'Italia e vengono gli Italiani. Il PD è pronto ad accettare la sfida.
Un saluto cordiale
Matteo Renzi
bertwooster 142p · 586 settimane fa
McJulio 146p · 586 settimane fa
In un'intervista a L'Unità, Fassina auspica una costruzione rapida dell'agenda Pd, per poi favorire quel "cambio di passo che viene richiesto al governo". Il viceministro sottolinea l'importanza di uscire da un "gioco" improduttivo tra Pd e governo. "Una cosa deve essere chiara: non si può andare avanti con questo gioco in cui dalla segretaria Pd si fanno delle caricature distruttive dell'azione del governo, mentre autorevoli ministri si arrampicano sugli specchi con interpretazioni minimali di questi attacchi, che paiono imbarazzanti e persino poco dignitose. È un giochino insostenibile".
Secondo Fassina, "per dare forza di cambiamento al governo credo che sia non solo legittimo ma anche utile che, una volta definita l'agenda, si proceda anche a una revisione della squadra di governo al fine di rendere la presenza del Pd coerente con il risultato del Congresso. Oggi - ammette il viceministro - la squadra di governo è espressione di un Pd archiviato". A cominciare da lui: "Io sono il primo a mettere il mio incarico a disposizione di premier e segretario".
Fassina approfitta per chiedere ufficialmente a Renzi e Cuperlo, presidente del partito, di fare una riunione della direzione prima della presentazione di proposte importanti come lavoro e riforma della legge elettorale. "Ho letto di una road map della segretaria che prevede prima la presentazione della proposta sulla legge elettorale e delle nuove norme sul lavoro e su altri temi rilevanti e una settimana dopo la riunione della direzione. Se è vero - aggiunge Fassina - chiedo ufficialmente al segretario e al presidente Cuperlo di invertire i tempi: prima si riunisca la direzione per discutere dell'agenda, dal lavoro alla legge elettorale ai diritti civili, e del rapporto tra partito e governo. Il segretario ascolti. Poi ci sia la presentazione pubblica della posizione del Pd".
Mauro 148p · 586 settimane fa
McJulio 146p · 586 settimane fa
In questo modo, Renzi manda un messaggio molto chiaro ai parlamentari grillini: se si vuole davvero cambiare le cose, gli accordi in politica servono. "Grillo da solo non può fare niente, perché mancano i numeri. Non è colpa sua, è la politica. Alcune battaglie - anche sacrosante - del M5S possono essere portate a termine solo se i cittadini pentastellati fanno accordi. Limitati, circoscritti, in streaming, dal notaio, in piazza, al bar, come vogliono: ma accordi. Da soli si fa testimonianza, non si cambia l'Italia".
Secondo il sindaco di Firenze, "per i parlamentari Cinque Stelle il 2014 sarà l'anno chiave, quello in cui devono decidere se cambiare forma mentis: ci sono quelli che credono alle scie chimiche e ai microchip nel cervello, e questi fanno ridere, ma sta anche nascendo un gruppo dirigente molto interessante [...]". È a quest'ultimo che Renzi si rivolge. "Molti di loro - dice - stanno imparando il mestiere. Su alcuni temi hanno fatto cose giuste, sul Milleproroghe, sugli affitti d'oro alla Camera. Ma le loro posizioni sono passate solo perché qualcuno nel Pd ha deciso che bisognava andare in quella direzione; in altri casi l'iniziativa è stata nostra, come per bloccare l'emendamento sulle slot machine". Sono tutte dimostrazioni - aggiunge - del fatto che non si può fare a meno di "accordi seri, trasparenti e alla luce del sole".
Al premier Enrico Letta Renzi dice che "sforare il 3% del deficit si può, eccome". "Si tratta di un vincolo anacronistico che risale a 20 anni fa. Non è l'Europa che ci ha cacciato in questa crisi, ma la mancanza di visione". Quanto alla web tax, il segretario ribadisce la sua posizione: "Tutti devono pagare le tasse, ma le modalità con cui questa battaglia è stata impostata da qualche nostro parlamentare sono un errore".
Infine, il Job Act, il piano di Renzi per il lavoro, la cui presentazione è attesa a giorni. "Non si tratta di un trattato giuslavoristico -precisa - ma di un documento con alcune cose concrete da fare subito e altre più di prospettiva". Un'impostazione che gli ha fatto già guadagnare il sostegno di Maurizio Landini, segretario generale Fiom. Con lui - spiega Renzi - "condividiamo un concetto semplice: chi ci ha portato fino qui, con polemiche ideologiche e scarsi risultati, non è adatto a portarci fuori da qui".
Mauro 148p · 586 settimane fa
guardate cosa ho messo in home, help please :)
bertwooster 142p · 586 settimane fa
L'indagine di dicembre ha mostrato il secondo mese consecutivo di aumento del livello occupazionale nel settore manifatturiero italiano. Il tasso di creazione occupazionale ha aumentato la sua corsa rispetto a novembre, e nonostante sia stato modesto rispetto alla crescita della produzione e dei nuovi ordini, è risultato il più veloce da maggio 2011.
Akyba_Renzosh 128p · 586 settimane fa
auguri per il nuovo anno, che sia migliore di quello passato e vi regali tante soddisfazioni.
e speriamo di ottenere anche politicamente parlando qualcosa in più...
KriKadosh 132p · 586 settimane fa
Dall’appuntamento di sabato (ma inizialmente l’incontro era stato fissato per giovedì 2 gennaio) dovrebbe venire fuori il candidato definitivo, visto che il tempo stringe. Questi i nomi dei ‘papabili’ circolati finora: Tore Cherchi, Gianmario Demuro, Alessandra Giudici, Carlo Mannoni, Arturo Parisi, Francesco Pigliaru, Attilio Mastino, Angela Quaquero e Franco Siddi.
Nel frattempo sono convocate la Direzione provinciali: la prima che si riunisce è quella di Cagliari che si ritrova domani alle 18. Per tutti l’ordine del giorno è identico: criteri e regolamento per la formazione delle liste.
deleted8303407 137p · 586 settimane fa
Qui non può più essere un caso... Siccome anche un imbecille capirebbe che, dopo tutta l'attenzione mediatica che questa vicenda si è attirata addosso, sarebbe impossibile far passare sotto silenzio una manovrina per lasciare tutto come prima, allora c'è da pensare che si voglia COSCIENTEMENTE sputtanare il nuovo pd di Renzi, inevitabilmente bersaglio principale di ogni polemica.
È perfettamente inutile girarci attorno, bisogna approvare la clausola che suggerisce Rizzo e revocare IMMEDIATAMENTE i contratti con Scarpellini, ogni ora che passa è uno schiaffo ulteriore alla credibilità del pd....
E che qualcuno paghi per queste indecenti manovre.
Mauro 148p · 586 settimane fa
ho corretto