Ciao Giuseppe, la tua mi sembra un'ottima idea! ;) L'INEF di Barcelona, offre dei corsi di altissima qualità, ovviamente devi informarti molto bene sui professori e sull'offerta formativa specifica. Io ho frequentato personalmente, oltre ai corsi ordinari da studente Erasmus, anche un master a pagamento, e devo dire che ho potuto imparare molto. La cosa che colpisce di più, venendo dall'Italia, è la totale disponibilità dei docenti, che si mettono letteralmente al tuo servizio (degli studenti) e cercano di trasmettergli tutto quello che possono. Non è facile trovare questo atteggiamento nelle università italiane.. soprattutto nel nostro ambito. Se vai sul forum, trovi già un paio di argomenti in merito. ;) In bocca al lupo per il tuo percorso!
E cosa avrebbero dovuto fare, aspettare che morissero tutti i precedenti terapisti della riabilitazione prima di istituire il corso di laurea? Comunque secondo me, questa storia con noi a molto poco a che fare... ;)
In che punto esattamente hai letto di agevolazioni?
Ti posso dire la mia opinione, non sono ne un avvocato ne un parlamentare. Sono solo io! ;)
Fino ad ora tale riconoscimento non era regolamentato tra i 2 corsi di laurea, ma subordinato all'approvazione di ogni Consiglio di Facoltà, che valutava i casi specifici.
@Miky e Pino, capisco bene il vostro stato d'animo, e in parte credo che possa essere condiviso da tutti i laureati in Scienze Motorie. Ma vi faccio una domanda: chi pensate che debba costruire quello che vorreste per la nostra professione? Se pensate che qualcun'altro farà quello che dobbiamo fare noi, potreste aspettare invano anche degli anni. Il giorno che riusciremo a comportarci come una categoria professionale, tutto il resto verrà di conseguenza. Pretendere un quadro legislativo che ci permetta di esprimere al meglio la professionalità è legittimo, ma non basta. Serve un movimento culturale forte. Le piccole cose che ho citato nell'articolo, possono apparire inutili, ma per quanto mi riguarda, sono una base di marmo su cui appoggiare le nostre pretese. Ovviamente, ogni nuova idea o proposta è ben accetta.
Caro Tommaso, nella sezione Recupero Funzionale del sito, trovi diversi articoli in merito. Calcola comunque che ogni situazione è diversa, e per impostare un buon lavoro è sempre necessario valutare individualmente e programmare in modo specifico.
Appena sappiamo qualcosa, pubblichiamo un articolo..
Cara Giulia, io la mia parte cerco di farla, al meglio delle mie possibilità. Alcuni hanno raccolto la palla che ho lanciato... altri no. Non posso e non voglio insistere con nessuno. Non è nella mia personalità, e sinceramente, ho anche molte altre cose da fare. Lo dico fin dall'inizio: quando saremo pronti e riusciremo ad agire in tanti, come una categoria, le cose cambieranno molto in fretta. Ma nessuno farà per noi, ciò che solo noi possiamo fare.
Il tuo entusiasmo mi fa ovviamente molto piacere! ;)
Secondo me no, non è corretto. Rispetto la tua opinione e i tuoi toni educati, ma la parola equipollenza ha un significato preciso. Al momento nessuno impedisce a chiunque lo voglia, di fare il test di accesso per fisioterapia, superarlo e laurearsi. Tutte le facoltà che conosco, riconoscono i crediti di chi è già laureato in scienze motorie o in altro. O anche di chi ha sostenuto esami comuni senza laurearsi. Rendere equipollenti 2 corsi di laurea che preparano a 2 professioni diverse, è a mio giudizio un controsenso in partenza, nel caso specifico animato solo dalla volontà di dare accesso ad una professione (ripeto UNA), ad una categoria (i laureati in scienze motorie) che dovrebbe invece essere messa nelle condizioni di poter fare la propria (di professione).
Un equipollenza, pensata in questi termini, diventa solo un canale secondario per accedere a fisioterapia, magari evitando il test di ammissione. E cancella di fatto ogni speranza di leggi che permettano ai laureati in scienze motorie di poter finalmente diventare protagonisti nei propri ambiti in Italia. In Europa e negli Stati Uniti le 2 figure sono ben distinte, NON equipollenti e operano in autonomia e collaborazione, ognuno nel suo ambito di competenza. Ognuna con 5 anni di studi UNIVERSITARI. Chi guarda al progresso, noi con l'equipollenza o loro?